lunedì, gennaio 08, 2007

osservazioni politiche - bozza

Il Segretario Politico, dott. Giuseppe LANOTTE ha affermato:

la realtà è che siamo all'inizio di una grande rivoluzione di pensiero e purtroppo le rivoluzioni culturali avvengono con il tempo;

il denaro serve ma non per le rivoluzioni culturali ma per impossessarsi del potere ma quale potere è più forte di cambiare la coscienza ai cittadini?

I soldi o meglio gli interessi hanno fatto vincere determinati personaggi politici, come tutti ci aspettavamo, ma moralmente e culturalmente questa campagna elettorale l'abbiamo vinta noi;

l'ideale è un valore da rivalutare ma vedendolo con una concezione diversa, perché l’ideali partitici dei vecchi schieramenti hanno portato solo un irrigidimento dell’elettorato che non è stato più attendo ai reali problemi del Paese, senza far scegliere al cittadino chi fosse il migliore, o il meno peggio, come si verifica nella maggior parte dei casi, questo sistema ha portato solo a far arricchire i soliti potenti che non dovevano assolutamente rendere conto del loro operato all’elettorato bigotto che bloccava le coalizioni.

L'ideale di vecchio stampo è finito, ora l'ideale è il programma, chi propone cose fattibili, chi realizza, non esiste destra e sinistra ma chi sa dare giuste soluzioni e le attua ma oggi siamo all'inizio di una lunga strada spero che raccoglieremo i frutti noi o i nostri figli intanto lottiamo con intelligenza per la nostra Città e per il nostro Paese.

Faremo cose grandi, io sono convinto che abbiamo lasciato un segno indelebile a Barletta e vediamo tutti i giorni un’amministrazione in affanno, che con difficoltà riesce a fare realmente qualcosa di costruttivo, ostruendo in maniera del tutto indecorosa chi cerca di realizzare qualcosa;
abbiamo un Sindaco che prima di fare l’onesto bene che ritiene della propria città, deve accontentare questi personaggi che chiedono una giustizia materiale per la spartizione di un potere che in realtà non ci sarebbe se chi va a fare l’amministratore pensasse solo a governare per il bene del popolo e no dei piccoli ristretti interessi di una categoria o altro;

Mi chiedo se è moralmente qualificante per una persona, come il nostro Sindaco, scendere in diatribe tanto squallide che infruttuose per la nostra collettività, pensando solo al potere e a piccoli giochi politici che ad attuare il Suo programma elettorale, seppur non completo e non totalmente condivisibile, vista la arretratezza di vedute, ha pur sempre tanti lati positivi che potrebbero dare un impulso positivo alla nostra Città.