GIUSEPPE LANOTTE BLOG
Sito d'informazione sulle attività intraprese dal un gruppo di giovani e meno giovani che credono ancora nei valori di questa società e dell'ITALIA.
venerdì, gennaio 18, 2013
CULTURA E TURISMO
Valorizzare la nostra terra - La cultura è il nostro petrolio SFRUTTIAMOLA! -Le industrie sono le nostre risorse UTILIZZIAMOLE! - Il turismo non è mai stato incentivato INIZIAMO!
domenica, maggio 30, 2010
Lettera aperta al presidente della provincia Bat
Presidente Ventola,
mi dispiace contraddirLa, non è sincero quando afferma di voler attuare il policentrismo e, in forza di questa ragione, Barletta deve effettuare lo scambio, con la città di Andria, della Prefettura con gli uffici provinciali;
Lei sa, meglio di me, che gli uffici dello stato non c'entrano niente con quelli che il consiglio provinciale ha l'obbligo e il dovere di dislocare in modo policentrico; mi riferisco agli uffici elusivamente di pertinenza della provincia: sede legale, presidenza, giunta e consiglio; solo questi dovevate dislocare in modo equo sul territorio e nessun altro ufficio, la Sua ingerenza, sulle scelte già fatte dallo Stato in merito alla dislocazione dei propri uffici periferici, è fuori luogo.
Voglio precisare, solo perché nutro qualche speranza che Lei possa essere in buona fede, che uscirsene, ogni volta in cui è in difficoltà nel giustificare il suo operato, con il documento dei Sindaci, il quale ha un valore pari a ZERO, sia in ambito giuridico che in abito morale, denota la vacuità della Sua tesi policentrica;
voglio ricordare, ma solo a me stesso, che era solo un documento consultivo, parere sulla base del quale c'è stata una scelta, autonoma ed indipendente, che, successivamente, ha fatto lo Stato per la dislocazione dei suoi uffici; ove, tale documento, abbia avuto validità, ha già assolto da tempo la sua funzione;
per di più, l'insistenza circa la validità di tale accordo, non trova luogo nel nostro Ordinamento Giuridico, in quanto, l'oggetto principale, la cittadella, il grosso dispendio economico che servirebbero per realizzarla, la rendono una tesi impossibile, irrealizzabile, e venendo meno un requisito essenziale di quel documento, quello è solo un pezzo di carta senza nessun valore.
Ad ogni buon conto, ove ci fossero delle responsabilità da parte dell'amministrazione comunale di Barletta, Lei deve cercare di non mortificare la popolazione di questa Città, in virtù delle oltre venti mila persone che l'hanno votata e, anche, perchè Lei è il presidente di TUTTI, anzi, ha il DOVERE di porvi RIMEDIO;
almeno Lei, dia l'esempio, la smetta di fare polemiche distruttive, di attaccare la classe politica della nostra Città, perchè ora non è più un uomo del PDL, ma è o dovrebbe essere super partes, per acclarare i problemi e diminuire il conflitto sociale creato;
chiunque abbia sbagliato, il Suo compito non è di additarlo ed accendere sempre di più gli animi, bensì, di trovare il giusto equilibrio socio politico tra le 10 città della nostra provincia, indipendentemente dal colore politico di quest'ultime;
purtroppo, ahimè, per fare questo sarebbe opportuno che si spogli del Suo ruolo di coordinatore provinciale del PDL, poiché i due ruoli che riveste sono in completa antitesi, in perenne conflitto d'interessi e creano una Sua difficoltà nell'essere obiettivo e più presidente che coordinatore.
Orbene, è doveroso fare qualche altra osservazione riguardante il Suo operato, dal momento che sono sorti dubbi su ciò che è scritto tra le righe del bilancio preventivo presentato dalla Provincia BAT, i conti poicentrici non tornano;
mi riferisco precisamente ai 24 milioni di euro, 57,8% del bilancio provinciale, destinati al Comune di Canosa, di cui 18 milioni serviranno per il museo provinciale, spesa irrazionale e non urgente e dilazionabile;
di certo, questo non è policentrismo, bensì, è Canosa centrismo, non vorrei essere maligno, ma cosa si cela dietro tanta benevolenza della maggioranza?
Inoltre, spicca tra le spese, un casello autostradale che servirà la città di Bisceglie per un costo di 5 milioni di euro, non voglio entrare nel merito dell'utilità di questa opera e, neanche, dell'urgenza, ma, forse, qui dietro si legge un qualcosa di inquietante, sempre riferendoci al voto del 21 maggio 2010.
Forse si riferiva a questi provvedimenti di bilancio, quando ha detto che Barletta non ha saputo dare alle altre città le motivazioni operative per trovare convergenza sulle sue rivendicazioni? (Come da Lei affermato in trasmissione)
La cosa che sconcerta maggiormente è che per questo primo bilancio, già, si parte in rosso, dal momento che si ha intenzione di chiedere dei prestiti di € 54.818.420,00, dal punto di vista di un cittadino è inaccettabile.
Presidente VENTOLA, dove sta il Suo policentrismo?
Tutti gli uffici provinciali ad Andria e tutti i soldi a Canosa?
Mi chiedo è morale lo scambio di piaceri e favori tra le varie città del centro destra per equilibrare la bilancia, dopo, il voto dato pro Andria, il tutto a danno di Barletta?
Vedi, il sindaco di Trani, il dott. Tarantini, che reclama a gran voce la sede legale della Asl Bt; ci sarà anche da vedere chi prenderà il posto del vice presidente Giorgino, quali sono le ipoteche che Bisceglie avrà messo sul futuro della provincia in forza del voto del TRADIMENTO.
Riferendoci ad un passo del Vangelo, potemmo benissimo utelizzare questo versetto:
"Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. (Lc 23, 34)"
Si è scritta la prima pagina di storia della nostra provincia, peccato che sarebbe dovuta essere una pagina d'onore e di gloria, invece, il primo presidente, la prima giunta e il primo consiglio provinciale si sono macchiati di un ingiustizia, dimenticandosi il vero significato della parola POLITICA, fare l'interesse della comunità, dei cittadini.
Sappiamo benissimo che le colpe non stanno solo a destra, però dobbiamo essere sinceri, il colpo decisivo è stato dato da chi ritenevamo amico e l'abbiamo fatto eleggere anche con le nostre forze.
Non corrisponde al vero la Sua affermazione, quando dice che Lei sa cosa vogliono i barlettani, Barletta tutta è scesa in piazza reclamando la Prefettura, non pochi come dice Lei, e i toni erano molto più accesi di quelli che sta assaggiando ora e, se continua su questa strada, avrà anche Lei modo di apprezzarli.
Altresì, per quale motivo sta affittando immobili nella città di Barletta, quanto il nostro Sindaco ha offerto degli immobili utilizzabili nell'immediato? Non è spreco di denaro pubblico? Parla sempre di Barletta che non ha investito in nessun immobile per la provincia, perchè le altre città co-capoluogo hanno fatto qualcosa? Anziché pensare all'affitto della Prefettura che non lo paga la provincia, pensi maggiormente ai fitti e ai debiti che sta creando la Sua amministrazione.
Lei ha definito incendiari quanti oggi protestano, io Le dico, chi non ha peccato scagli la prima pietra; se si sono accesi gli animi ed è salita la protesta, è per Sua esclusiva responsabilità, Lei ed il Presidente RISERBATO, il 6 maggio 2010, avete votato contro Barletta, nella speranza che Vi riuscisse un BLITZ contro la nostra città.
Infine, La invito a rivedere la Sua posizione assolutamente fuori luogo, che dimostri maturità politica insieme con la maggioranza, sarebbe opportuno un dietro front per evitare l'inasprirsi dei toni e del conflitto sociale, che arriverà al culmine, ove cercherà di spostare la Prefettura.
Distinti saluti
Barletta - Madrid, lì 30 maggio 2010
dott. Giuseppe LANOTTE
mi dispiace contraddirLa, non è sincero quando afferma di voler attuare il policentrismo e, in forza di questa ragione, Barletta deve effettuare lo scambio, con la città di Andria, della Prefettura con gli uffici provinciali;
Lei sa, meglio di me, che gli uffici dello stato non c'entrano niente con quelli che il consiglio provinciale ha l'obbligo e il dovere di dislocare in modo policentrico; mi riferisco agli uffici elusivamente di pertinenza della provincia: sede legale, presidenza, giunta e consiglio; solo questi dovevate dislocare in modo equo sul territorio e nessun altro ufficio, la Sua ingerenza, sulle scelte già fatte dallo Stato in merito alla dislocazione dei propri uffici periferici, è fuori luogo.
Voglio precisare, solo perché nutro qualche speranza che Lei possa essere in buona fede, che uscirsene, ogni volta in cui è in difficoltà nel giustificare il suo operato, con il documento dei Sindaci, il quale ha un valore pari a ZERO, sia in ambito giuridico che in abito morale, denota la vacuità della Sua tesi policentrica;
voglio ricordare, ma solo a me stesso, che era solo un documento consultivo, parere sulla base del quale c'è stata una scelta, autonoma ed indipendente, che, successivamente, ha fatto lo Stato per la dislocazione dei suoi uffici; ove, tale documento, abbia avuto validità, ha già assolto da tempo la sua funzione;
per di più, l'insistenza circa la validità di tale accordo, non trova luogo nel nostro Ordinamento Giuridico, in quanto, l'oggetto principale, la cittadella, il grosso dispendio economico che servirebbero per realizzarla, la rendono una tesi impossibile, irrealizzabile, e venendo meno un requisito essenziale di quel documento, quello è solo un pezzo di carta senza nessun valore.
Ad ogni buon conto, ove ci fossero delle responsabilità da parte dell'amministrazione comunale di Barletta, Lei deve cercare di non mortificare la popolazione di questa Città, in virtù delle oltre venti mila persone che l'hanno votata e, anche, perchè Lei è il presidente di TUTTI, anzi, ha il DOVERE di porvi RIMEDIO;
almeno Lei, dia l'esempio, la smetta di fare polemiche distruttive, di attaccare la classe politica della nostra Città, perchè ora non è più un uomo del PDL, ma è o dovrebbe essere super partes, per acclarare i problemi e diminuire il conflitto sociale creato;
chiunque abbia sbagliato, il Suo compito non è di additarlo ed accendere sempre di più gli animi, bensì, di trovare il giusto equilibrio socio politico tra le 10 città della nostra provincia, indipendentemente dal colore politico di quest'ultime;
purtroppo, ahimè, per fare questo sarebbe opportuno che si spogli del Suo ruolo di coordinatore provinciale del PDL, poiché i due ruoli che riveste sono in completa antitesi, in perenne conflitto d'interessi e creano una Sua difficoltà nell'essere obiettivo e più presidente che coordinatore.
Orbene, è doveroso fare qualche altra osservazione riguardante il Suo operato, dal momento che sono sorti dubbi su ciò che è scritto tra le righe del bilancio preventivo presentato dalla Provincia BAT, i conti poicentrici non tornano;
mi riferisco precisamente ai 24 milioni di euro, 57,8% del bilancio provinciale, destinati al Comune di Canosa, di cui 18 milioni serviranno per il museo provinciale, spesa irrazionale e non urgente e dilazionabile;
di certo, questo non è policentrismo, bensì, è Canosa centrismo, non vorrei essere maligno, ma cosa si cela dietro tanta benevolenza della maggioranza?
Inoltre, spicca tra le spese, un casello autostradale che servirà la città di Bisceglie per un costo di 5 milioni di euro, non voglio entrare nel merito dell'utilità di questa opera e, neanche, dell'urgenza, ma, forse, qui dietro si legge un qualcosa di inquietante, sempre riferendoci al voto del 21 maggio 2010.
Forse si riferiva a questi provvedimenti di bilancio, quando ha detto che Barletta non ha saputo dare alle altre città le motivazioni operative per trovare convergenza sulle sue rivendicazioni? (Come da Lei affermato in trasmissione)
La cosa che sconcerta maggiormente è che per questo primo bilancio, già, si parte in rosso, dal momento che si ha intenzione di chiedere dei prestiti di € 54.818.420,00, dal punto di vista di un cittadino è inaccettabile.
Presidente VENTOLA, dove sta il Suo policentrismo?
Tutti gli uffici provinciali ad Andria e tutti i soldi a Canosa?
Mi chiedo è morale lo scambio di piaceri e favori tra le varie città del centro destra per equilibrare la bilancia, dopo, il voto dato pro Andria, il tutto a danno di Barletta?
Vedi, il sindaco di Trani, il dott. Tarantini, che reclama a gran voce la sede legale della Asl Bt; ci sarà anche da vedere chi prenderà il posto del vice presidente Giorgino, quali sono le ipoteche che Bisceglie avrà messo sul futuro della provincia in forza del voto del TRADIMENTO.
Riferendoci ad un passo del Vangelo, potemmo benissimo utelizzare questo versetto:
"Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. (Lc 23, 34)"
Si è scritta la prima pagina di storia della nostra provincia, peccato che sarebbe dovuta essere una pagina d'onore e di gloria, invece, il primo presidente, la prima giunta e il primo consiglio provinciale si sono macchiati di un ingiustizia, dimenticandosi il vero significato della parola POLITICA, fare l'interesse della comunità, dei cittadini.
Sappiamo benissimo che le colpe non stanno solo a destra, però dobbiamo essere sinceri, il colpo decisivo è stato dato da chi ritenevamo amico e l'abbiamo fatto eleggere anche con le nostre forze.
Non corrisponde al vero la Sua affermazione, quando dice che Lei sa cosa vogliono i barlettani, Barletta tutta è scesa in piazza reclamando la Prefettura, non pochi come dice Lei, e i toni erano molto più accesi di quelli che sta assaggiando ora e, se continua su questa strada, avrà anche Lei modo di apprezzarli.
Altresì, per quale motivo sta affittando immobili nella città di Barletta, quanto il nostro Sindaco ha offerto degli immobili utilizzabili nell'immediato? Non è spreco di denaro pubblico? Parla sempre di Barletta che non ha investito in nessun immobile per la provincia, perchè le altre città co-capoluogo hanno fatto qualcosa? Anziché pensare all'affitto della Prefettura che non lo paga la provincia, pensi maggiormente ai fitti e ai debiti che sta creando la Sua amministrazione.
Lei ha definito incendiari quanti oggi protestano, io Le dico, chi non ha peccato scagli la prima pietra; se si sono accesi gli animi ed è salita la protesta, è per Sua esclusiva responsabilità, Lei ed il Presidente RISERBATO, il 6 maggio 2010, avete votato contro Barletta, nella speranza che Vi riuscisse un BLITZ contro la nostra città.
Infine, La invito a rivedere la Sua posizione assolutamente fuori luogo, che dimostri maturità politica insieme con la maggioranza, sarebbe opportuno un dietro front per evitare l'inasprirsi dei toni e del conflitto sociale, che arriverà al culmine, ove cercherà di spostare la Prefettura.
Distinti saluti
Barletta - Madrid, lì 30 maggio 2010
dott. Giuseppe LANOTTE
CAINO UCCIDE ABELE
Il cuore di Barletta è stato grande, abbiamo dato dignità di capoluogo, oltre alla gioia del raggiungimento dell’importante traguardo e il nome, ad altre due importanti e vicine realtà…
Oggi, invece, come Caino uccise Abele, anche le sorelle Città capoluogo già premiate dalla generosità di Barletta, hanno scippato e fatto allontanare il realizzarsi del sogno di tutti i barlettani: “vedere Barletta sede legale della PROVINCIA"
Purtroppo, in data odierna, abbiamo assistito tra gli scranni del consiglio provinciale ad una sceneggiata di basso profilo politico-culturale, un qualcosa che ci ha portato indietro nel tempo alla prima repubblica; è stato concepito uno statuto provinciale che è frutto di soli compromessi tra i membri del PDL, dove la popolazione e il territorio vengono dimenticati per far spazio ai giochi di potere dei nuovi reucci della politica nostrana.
Si è scritta una pagina di storia vergognosa, dove ha prevalso l’interesse personale del presidente VENTOLA di rimanere seduto sulla poltrona di presidente, cedendo ai ricatti di Andria, anziché mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e anche dopo al popolo di Barletta.
Di certo, questo modo di fare politica del presidente policentrico, il quale per la nefasta occasione ha coniato un nuovo significato per policentrismo, cioè diamo tutto alle città dove c’è una giunta comunale di centro destra (diamo agli amici), va in discrasia più che totale con la politica nazionale che il presidente Berlusconi sta attuando, quella di mantenere la parola agli elettori, così come confermato ieri in una intervista dallo stesso presidente del governo italiano.
Inoltre, la decisione di assegnare ad Andria la sede legale della provincia è stata presa in contrasto con il nostro ordinamento giuridico, dove non esiste neanche una provincia con la sede legale situata in una città diversa di quella dove si trova la prefettura.
E’ evidente, che c’è da parte del centro destra BT la volontà si sostituirsi al Legislatore, individuando criteri che in alcuni casi rasentano il ridicolo: ci si chiede come si possa scrivere nello statuto che Barletta ha la vocazione territoriale istituzionale e poi si va ad individuare la sede legale nella città di Andria poiché la prefettura ha sede nella città di Barletta!
Si tratta di una “concezione” che evidenzia una grande impreparazione tecnico-giuridico-culturale o una grande mala fede politica di chi ha redatto lo stesso statuto, dal momento che non poteva rientrare in tale documento un qualsiasi riferimento in merito agli uffici periferici dello stato, visto che non è di competenza della provincia.
Oltre a questa osservazione, il “legislatore andriese” ha superato la decenza con questa sua affermazione - I POLI ISTITUZIONALE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA NON POSSONO COINCIDERE - e quindi LA PREFETTURA CHE FA PARTE DEL POLO SICUREZZA STA A BARLETTA AD OGGI e LA SEDE LEGALE VA AD ANDRIA.
la domanda sorge spontanea: ammettendo per assurdo che la materia è di competenza provinciale, LA QUESTURA, CHE FA PARTE DEL POLO SICUREZZA, ora non poterebbe stare ad Andria?
Evidentemente, nella città piedemurgiana questa regola non si rispetta, come quasi tutte le altre regole, IN QUESTO CASO COINCIDONO POLO ISTITUZIONALE E PARTE DEL POLO SICUREZZA CON LA QUESTURA NELLA CITTA' DI ANDRIA.
E’ evidente che dietro lo statuto BT si cela un “furto storico”, quello della sede legale a Barletta e si vuole nascondere dietro delle teorie così astruse che neanche chi le ha concepite sembra in grado di comprenderle.
Tutto sommato, il centro destra della provincia BT ha superato se stesso, andando indietro nel tempo trasformandosi in un’ottima giunta di prima repubblica così da essere la vergogna ti tutto il centro destra nazionale.
Vi e’ poi da aggiungere che, oltre la approvazione dello statuto odierno, che porta disdoro a tutta la provincia BT, i responsabili del centro destra provinciale:
1) non hanno comunicato, preventivamente, al Centro Destra di Barletta l'intenzione di individuare Andria come città per la sede legale della provincia BT, così da valutare una possibile trattativa interna;
2) non hanno tenuto conto che questo atteggiamento avrebbe indebolito il Centro Destra barlettano per le amministrative che sono alle porte, in questo modo, di fatto, facendo perdere la destra un anno prima (azione fatta di proposito, perché se la destra di Barletta diventa forte, la “torta” deve essere divisa anche con i barlettani); - vera azione di sabotaggio politico, dove ne beneficiano tutti i politici che votando contro Barletta -
3) Ventola ha fatto delle precise promesse; da uomo d'onore sarebbe stato opportuno che fosse venuto a Barletta chiedendo scusa per questa inaspettata mancanza di coerenza;
4) prima di questo atto di sciacallagio politico, hanno evidentemente atteso la conclusione della campagna elettorale regionale, per sottrarre altri voti da Barletta, perché l'amico Ventola voleva eleggere il suo fedele LOVINO, concretando così un ulteriore spiacevole sintomo di opportunismo;
5) ove ci sia l'intenzione di trattare tutti allo stesso modo, improvvisamente ispirati da questo nobile principio, se si fosse individuata la sede legale ad Andria, avrebbero conseguentemente dovuto chiedere che la Questura fosse collocata nella città di Barletta, al fine di dimostrare la BUONA FEDE e un trattamento equo; invece in nome del policentrismo a Barletta rimarrà solo la prefettura, solo perchè, per evidenti motivi, non la possono sottrarre come hanno fatto per la sede legale.
6) non hanno argomenti su cui controbattere e chiedono il rispetto dell’accordo dei sindaci, mai ratificato da alcun consiglio comunale;
L'accordo dei sindaci non è più rivendicabile, perché è un documento nullo per le seguenti motivazioni:
l'accordo prevedeva la costruzione della cittadella istituzionale come requisito essenziale dello stesso, tale struttura doveva sorgere in AGRO DI BARLETTA;
le assegnazioni alle altre città erano solo meramente provvisorie e non definitive;
tale accordo è caduto nel nulla, in quanto un requisito essenziale del medesimo, ovvero la costruzione della cittadella, è venuto a mancare;
nel nostro Ordinamento Giuridico un contratto è valido se tutti i requisiti essenziali siano possibili e realizzabili, nel caso specifico dell'accordo, è venuta a mancare la possibilità di costruire la cittadella, l'intero accordo viene a cadere, diventa nullo, l'oggetto è irrealizzabile;
il consiglio comunale di Barletta in una delibera ha dato parere negativo su quell'accordo, indirizzando diversamente le rivendicazioni della nostra città;
7) nè può rilevare la questione della dislocazione degli uffici, dal momento che Barletta certamente non manca di ottime soluzioni, peraltro di grande prestigio; ancora una volta se ne deve dedurre che evidentemente non c’era la vera intenzione di collocare la sede legale a Barletta;
8) lungi dal voler assolutamente mortificare o togliere alcunché alla Città di Andria, vorremmo solo un riconoscimento, da parte delle altre comunità ofantine, per tutto quello che è stato fatto da tutta la Comunità di Barletta per questa provincia; lo stesso Ventola nel suo insediamento ha ricordato i compianti Borraccino, Borgia e don Luigi, tutti barlettani.
Di tutta questa deplorevole vicenda, sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze e i deprecabili effetti: non solo si sta buttando fango su Barletta, con notizie palesemente distorte comparse sui mezzi di stampa, ma stanno cercando di mettere contro le popolazioni da sempre vicine a Barletta, e tutto questo solo per un meschino scopo politico.
Il popolo di Barletta, ora, è unito più che mai; può aver perso una battaglia, ma non la guerra... ed è già pronto a scendere in piazza e lottare per i propri diritti e il riconoscimento dei meriti che gli appartengono; pertanto a gran voce si chiede che venga indetto il referendum per l’approvazione dello statuto e che si proceda anche in via giudiziaria per veder riconosciuto e tutelato il buon diritto della città CAPOFILA.
Barletta - Avila (Spagna), lì 21 maggio 2010
dott. Giuseppe LANOTTE
Oggi, invece, come Caino uccise Abele, anche le sorelle Città capoluogo già premiate dalla generosità di Barletta, hanno scippato e fatto allontanare il realizzarsi del sogno di tutti i barlettani: “vedere Barletta sede legale della PROVINCIA"
Purtroppo, in data odierna, abbiamo assistito tra gli scranni del consiglio provinciale ad una sceneggiata di basso profilo politico-culturale, un qualcosa che ci ha portato indietro nel tempo alla prima repubblica; è stato concepito uno statuto provinciale che è frutto di soli compromessi tra i membri del PDL, dove la popolazione e il territorio vengono dimenticati per far spazio ai giochi di potere dei nuovi reucci della politica nostrana.
Si è scritta una pagina di storia vergognosa, dove ha prevalso l’interesse personale del presidente VENTOLA di rimanere seduto sulla poltrona di presidente, cedendo ai ricatti di Andria, anziché mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e anche dopo al popolo di Barletta.
Di certo, questo modo di fare politica del presidente policentrico, il quale per la nefasta occasione ha coniato un nuovo significato per policentrismo, cioè diamo tutto alle città dove c’è una giunta comunale di centro destra (diamo agli amici), va in discrasia più che totale con la politica nazionale che il presidente Berlusconi sta attuando, quella di mantenere la parola agli elettori, così come confermato ieri in una intervista dallo stesso presidente del governo italiano.
Inoltre, la decisione di assegnare ad Andria la sede legale della provincia è stata presa in contrasto con il nostro ordinamento giuridico, dove non esiste neanche una provincia con la sede legale situata in una città diversa di quella dove si trova la prefettura.
E’ evidente, che c’è da parte del centro destra BT la volontà si sostituirsi al Legislatore, individuando criteri che in alcuni casi rasentano il ridicolo: ci si chiede come si possa scrivere nello statuto che Barletta ha la vocazione territoriale istituzionale e poi si va ad individuare la sede legale nella città di Andria poiché la prefettura ha sede nella città di Barletta!
Si tratta di una “concezione” che evidenzia una grande impreparazione tecnico-giuridico-culturale o una grande mala fede politica di chi ha redatto lo stesso statuto, dal momento che non poteva rientrare in tale documento un qualsiasi riferimento in merito agli uffici periferici dello stato, visto che non è di competenza della provincia.
Oltre a questa osservazione, il “legislatore andriese” ha superato la decenza con questa sua affermazione - I POLI ISTITUZIONALE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA NON POSSONO COINCIDERE - e quindi LA PREFETTURA CHE FA PARTE DEL POLO SICUREZZA STA A BARLETTA AD OGGI e LA SEDE LEGALE VA AD ANDRIA.
la domanda sorge spontanea: ammettendo per assurdo che la materia è di competenza provinciale, LA QUESTURA, CHE FA PARTE DEL POLO SICUREZZA, ora non poterebbe stare ad Andria?
Evidentemente, nella città piedemurgiana questa regola non si rispetta, come quasi tutte le altre regole, IN QUESTO CASO COINCIDONO POLO ISTITUZIONALE E PARTE DEL POLO SICUREZZA CON LA QUESTURA NELLA CITTA' DI ANDRIA.
E’ evidente che dietro lo statuto BT si cela un “furto storico”, quello della sede legale a Barletta e si vuole nascondere dietro delle teorie così astruse che neanche chi le ha concepite sembra in grado di comprenderle.
Tutto sommato, il centro destra della provincia BT ha superato se stesso, andando indietro nel tempo trasformandosi in un’ottima giunta di prima repubblica così da essere la vergogna ti tutto il centro destra nazionale.
Vi e’ poi da aggiungere che, oltre la approvazione dello statuto odierno, che porta disdoro a tutta la provincia BT, i responsabili del centro destra provinciale:
1) non hanno comunicato, preventivamente, al Centro Destra di Barletta l'intenzione di individuare Andria come città per la sede legale della provincia BT, così da valutare una possibile trattativa interna;
2) non hanno tenuto conto che questo atteggiamento avrebbe indebolito il Centro Destra barlettano per le amministrative che sono alle porte, in questo modo, di fatto, facendo perdere la destra un anno prima (azione fatta di proposito, perché se la destra di Barletta diventa forte, la “torta” deve essere divisa anche con i barlettani); - vera azione di sabotaggio politico, dove ne beneficiano tutti i politici che votando contro Barletta -
3) Ventola ha fatto delle precise promesse; da uomo d'onore sarebbe stato opportuno che fosse venuto a Barletta chiedendo scusa per questa inaspettata mancanza di coerenza;
4) prima di questo atto di sciacallagio politico, hanno evidentemente atteso la conclusione della campagna elettorale regionale, per sottrarre altri voti da Barletta, perché l'amico Ventola voleva eleggere il suo fedele LOVINO, concretando così un ulteriore spiacevole sintomo di opportunismo;
5) ove ci sia l'intenzione di trattare tutti allo stesso modo, improvvisamente ispirati da questo nobile principio, se si fosse individuata la sede legale ad Andria, avrebbero conseguentemente dovuto chiedere che la Questura fosse collocata nella città di Barletta, al fine di dimostrare la BUONA FEDE e un trattamento equo; invece in nome del policentrismo a Barletta rimarrà solo la prefettura, solo perchè, per evidenti motivi, non la possono sottrarre come hanno fatto per la sede legale.
6) non hanno argomenti su cui controbattere e chiedono il rispetto dell’accordo dei sindaci, mai ratificato da alcun consiglio comunale;
L'accordo dei sindaci non è più rivendicabile, perché è un documento nullo per le seguenti motivazioni:
l'accordo prevedeva la costruzione della cittadella istituzionale come requisito essenziale dello stesso, tale struttura doveva sorgere in AGRO DI BARLETTA;
le assegnazioni alle altre città erano solo meramente provvisorie e non definitive;
tale accordo è caduto nel nulla, in quanto un requisito essenziale del medesimo, ovvero la costruzione della cittadella, è venuto a mancare;
nel nostro Ordinamento Giuridico un contratto è valido se tutti i requisiti essenziali siano possibili e realizzabili, nel caso specifico dell'accordo, è venuta a mancare la possibilità di costruire la cittadella, l'intero accordo viene a cadere, diventa nullo, l'oggetto è irrealizzabile;
il consiglio comunale di Barletta in una delibera ha dato parere negativo su quell'accordo, indirizzando diversamente le rivendicazioni della nostra città;
7) nè può rilevare la questione della dislocazione degli uffici, dal momento che Barletta certamente non manca di ottime soluzioni, peraltro di grande prestigio; ancora una volta se ne deve dedurre che evidentemente non c’era la vera intenzione di collocare la sede legale a Barletta;
8) lungi dal voler assolutamente mortificare o togliere alcunché alla Città di Andria, vorremmo solo un riconoscimento, da parte delle altre comunità ofantine, per tutto quello che è stato fatto da tutta la Comunità di Barletta per questa provincia; lo stesso Ventola nel suo insediamento ha ricordato i compianti Borraccino, Borgia e don Luigi, tutti barlettani.
Di tutta questa deplorevole vicenda, sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze e i deprecabili effetti: non solo si sta buttando fango su Barletta, con notizie palesemente distorte comparse sui mezzi di stampa, ma stanno cercando di mettere contro le popolazioni da sempre vicine a Barletta, e tutto questo solo per un meschino scopo politico.
Il popolo di Barletta, ora, è unito più che mai; può aver perso una battaglia, ma non la guerra... ed è già pronto a scendere in piazza e lottare per i propri diritti e il riconoscimento dei meriti che gli appartengono; pertanto a gran voce si chiede che venga indetto il referendum per l’approvazione dello statuto e che si proceda anche in via giudiziaria per veder riconosciuto e tutelato il buon diritto della città CAPOFILA.
Barletta - Avila (Spagna), lì 21 maggio 2010
dott. Giuseppe LANOTTE
giovedì, maggio 20, 2010
IL CENTRO DESTRA BARLETTANO PUGNALATO DAL CENTRO DESTRA PROVINCIALE BT
I colleghi di destra della provincia sono dei veri traditori che hanno pugnalato alla schiena il centro destra barlettano e di conseguenza BARLETTA.
Precisamente:
1) non hanno comunicato, preventivamente, al Centro Destra di Barletta l'intenzione di individuare Andria come città per la sede legale della provincia BT, così da vedere se c'era una possibile trattativa interna;
2) non hanno tenuto conto che questo atteggiamento avrebbe indebolito il Centro Destra barlettano per le amministrative che sono alle porte, in questo modo, hanno fatto perdere la destra un anno prima (azione fatta di proposito perché se la destra di Barletta diventa forte la torta deve essere divisa anche con i barlettani); - vera azione di sabotaggio politico, dove ne beneficiano tutti i politici che votando contro Barletta -
3) Ventola ha fatto delle precise promesse, da uomo d'onore avrebbe dovuto prima venire a Barletta e parlare con tutti quelli che lo hanno aiutato e chiedere scusa per la mancanza di coerenza;
4) hanno aspettato, prima di questo atto di sciacallagio politico, la conclusione della campagna elettorale regionale per rubarsi altri voti da Barletta, perché l'amico Ventola voleva eleggere il suo fedele LOVINO, altro opportunismo;
5) ove ci sia l'intenzione di trattare tutti uguali, improvvisamente inspirati a questo nobile principio, se si individua la sede legale ad Andria, in automatico devono chiedere che la questura sia collocata nella città di Barletta al fine di per dimostrare la BUONA FEDE e il trattamento equo;
6) non hanno argomenti su cui controbattere e se ne escono con il documento dei sindaci, mai ratificato da nessun consiglio comunale, anzi lo stesso consiglio comunale di Barletta ha smentito MAFFEI che all'epoca già si doveva dimettere; inoltre, era solo un organo consultivo per il prefetto ed il governo, che aveva poteri uguali a ZERO;
7) per la questione edifici a Barletta ne escono tantissimi non è un problema, ma ci deve essere la vera intenzione di collocare la sede legale a Barletta (anziché andare come un razzo per l'approvazione mettesse in mora l'amministrazione comunale, dandogli 15 giorni per fare una lista degli immobili che Barletta offre e verificasse);
8) anche noi siamo per non mortificare la città di Andria, ma vorremmo che ci sia un riconoscimento da parte delle altre comunità ofantine di tutto quello che è stato fatto da noi per questa provincia; lo stesso Ventola nel suo insediamento ha ricordato i compianti Borraccino, Borgia e don Luigi, tutti barlettani, dove stanno i nomi degli andriesi ???
La cosa più brutta, stanno dicendo fesserie nei confronti di Barletta, falsità sui mezzi di stampa e stanno cercando di metterci contro le popolazioni da sempre vicine a Barletta solo per uno scopo politico meschino.
Precisamente:
1) non hanno comunicato, preventivamente, al Centro Destra di Barletta l'intenzione di individuare Andria come città per la sede legale della provincia BT, così da vedere se c'era una possibile trattativa interna;
2) non hanno tenuto conto che questo atteggiamento avrebbe indebolito il Centro Destra barlettano per le amministrative che sono alle porte, in questo modo, hanno fatto perdere la destra un anno prima (azione fatta di proposito perché se la destra di Barletta diventa forte la torta deve essere divisa anche con i barlettani); - vera azione di sabotaggio politico, dove ne beneficiano tutti i politici che votando contro Barletta -
3) Ventola ha fatto delle precise promesse, da uomo d'onore avrebbe dovuto prima venire a Barletta e parlare con tutti quelli che lo hanno aiutato e chiedere scusa per la mancanza di coerenza;
4) hanno aspettato, prima di questo atto di sciacallagio politico, la conclusione della campagna elettorale regionale per rubarsi altri voti da Barletta, perché l'amico Ventola voleva eleggere il suo fedele LOVINO, altro opportunismo;
5) ove ci sia l'intenzione di trattare tutti uguali, improvvisamente inspirati a questo nobile principio, se si individua la sede legale ad Andria, in automatico devono chiedere che la questura sia collocata nella città di Barletta al fine di per dimostrare la BUONA FEDE e il trattamento equo;
6) non hanno argomenti su cui controbattere e se ne escono con il documento dei sindaci, mai ratificato da nessun consiglio comunale, anzi lo stesso consiglio comunale di Barletta ha smentito MAFFEI che all'epoca già si doveva dimettere; inoltre, era solo un organo consultivo per il prefetto ed il governo, che aveva poteri uguali a ZERO;
7) per la questione edifici a Barletta ne escono tantissimi non è un problema, ma ci deve essere la vera intenzione di collocare la sede legale a Barletta (anziché andare come un razzo per l'approvazione mettesse in mora l'amministrazione comunale, dandogli 15 giorni per fare una lista degli immobili che Barletta offre e verificasse);
8) anche noi siamo per non mortificare la città di Andria, ma vorremmo che ci sia un riconoscimento da parte delle altre comunità ofantine di tutto quello che è stato fatto da noi per questa provincia; lo stesso Ventola nel suo insediamento ha ricordato i compianti Borraccino, Borgia e don Luigi, tutti barlettani, dove stanno i nomi degli andriesi ???
La cosa più brutta, stanno dicendo fesserie nei confronti di Barletta, falsità sui mezzi di stampa e stanno cercando di metterci contro le popolazioni da sempre vicine a Barletta solo per uno scopo politico meschino.
accordo dei sindaci - dislocazione degli uffici della provincia BAT
Giusto per chiarezza espositiva e per completezza dell'operato di questo gruppo ribadisco un concetto che non si ricordano gli amici di Andria e i politici della BAT.
L'accordo dei sindaci non è più rivendicabile, perchè è un documento nullo per le seguenti motivazioni:
1) l'accordo prevedeva la costruzione della cittadella istituzionale come requisito essenziale dello stesso, tale struttura doveva sorgere in AGRO DI BARLETTA;
2) le assegnazioni alle altre città erano solo meramente provvisorie e no definitive;
3) tale accordo è caduto nel nulla, in quanto un requisito essenziale del contratto è venuto a mancare, la costruzione della cittadella;
nel nostro Ordinamento Giuridico un contratto è valido se tutti i requisiti essenziali siano possibili e realizzabili, nel caso specifico dell'accordo, è venuta a mancare la possibilità di costruire la cittadella, l'intero accordo viene a cadere, diventa nullo, l'oggetto è irrealizzabile;
4) il consiglio comunale di Barletta in una delibera ha dato parere negativo su quell'accordo, indirizzando diversamente le rivendicazioni della nostra città;
CHI VOLESSE UTILIZZARE ANCORA QUEL DOCUMENTO PER GIUSTIFICARE IL FURTO LO FACCIA...
MA SI RICORDI CHE LO UTILIZZA SOLO PER LAVARSI LA FACCIA, MA LA COSCIENZA RIMARRÀ' SEMPRE SPORCA E NERA Perché STATE UMILIANDO UNA CITTÀ'.
DA DOMANI CI RIMARRà SOLO LA PREFETTURA DOPO TANTI ANNI DI LOTTA PER QUESTO TERRITORIO.
VERGOGNA....
L'accordo dei sindaci non è più rivendicabile, perchè è un documento nullo per le seguenti motivazioni:
1) l'accordo prevedeva la costruzione della cittadella istituzionale come requisito essenziale dello stesso, tale struttura doveva sorgere in AGRO DI BARLETTA;
2) le assegnazioni alle altre città erano solo meramente provvisorie e no definitive;
3) tale accordo è caduto nel nulla, in quanto un requisito essenziale del contratto è venuto a mancare, la costruzione della cittadella;
nel nostro Ordinamento Giuridico un contratto è valido se tutti i requisiti essenziali siano possibili e realizzabili, nel caso specifico dell'accordo, è venuta a mancare la possibilità di costruire la cittadella, l'intero accordo viene a cadere, diventa nullo, l'oggetto è irrealizzabile;
4) il consiglio comunale di Barletta in una delibera ha dato parere negativo su quell'accordo, indirizzando diversamente le rivendicazioni della nostra città;
CHI VOLESSE UTILIZZARE ANCORA QUEL DOCUMENTO PER GIUSTIFICARE IL FURTO LO FACCIA...
MA SI RICORDI CHE LO UTILIZZA SOLO PER LAVARSI LA FACCIA, MA LA COSCIENZA RIMARRÀ' SEMPRE SPORCA E NERA Perché STATE UMILIANDO UNA CITTÀ'.
DA DOMANI CI RIMARRà SOLO LA PREFETTURA DOPO TANTI ANNI DI LOTTA PER QUESTO TERRITORIO.
VERGOGNA....
venerdì, maggio 14, 2010
ecco il traditore ventola.... e le sue promesse
Video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=pugqMymJdBw
Se prima qualcuno poteva difendere la posizione del Presidente della provincia BT, Francesco VENTOLA, il quale ha assunto una posizione di parte, il giorno 6 maggio 2010, votando a favore di Andria per la designazione della sede legale del nuovo Ente provinciale, vedendo questo video si rende conto che la indignazione dei barlettani non è solo lecita, ma anche giusta.
Subito dopo la sua elezione, nel comizio di ringraziamento, il presidente Francesco VENTOLA davanti le telecamere affermava - "Barletta stia tranquilla, perché io sarò il presidente di tutti, questa città ha il presidente oltre ai consiglieri, credo che abbia più di un consigliere, perché gli altri consiglieri eletti sono consiglieri della provincia, non sono consiglieri delle proprie città, se qualcuno pensa di venire in consiglio provinciale a perorare la causa seppur legittima del singolo territorio può starsene a casa, qui si fa la provincia è nostro interesse che questo territorio diventi una grande opportunità e solo se Barletta, Andria e Trani che sono le cocapolugo facciano momento di sintesi attraverso il presidente sicuramente farò grande questo territorio" -
Non si comprende come vorrebbe fare sintesi, il Presidente VENTOLA, dopo che si espone personalmente votando a danno di una città e a favore di un'altra, addirittura trascinando il presidente del Consiglio Provinciale, Gigi RISERBATO, a votare a favore della città di Andria, mortificando la stessa Trani, dal momento che l'emendamento del Consigliere Antonucci andava a beneficiare i tre capoluoghi di provincia; precisamente tale emendamento prevedeva: Barletta sede legale con la Prefettura, ad Andria la Giunta Provinciale e a Trani il Consiglio.
Non voglio entrare nel merito della questione su chi dovrebbe spettare la sede legale della provincia BT, ma vorrei evidenziare il grave comportamento che hanno avuto il Presidente del Consiglio Provinciale, Gigi RISERBATO - Puglia Prima di Tutto, e il Presidente della Provincia, sig. Francesco VENTOLA - PDL, i quali, dimenticando il loro ruolo politico di super partes, anzichè trovare un accordo unanime su un punto così delicato, che minerebbe per sempre gli equilibri della provincia, il giorno 6 maggio 2010, hanno fatto una fuga in avanti votando anche loro a favore della città di Andria.
Tale comportamento, censurabile dal punto di vista politico, dal momento che non solo non hanno avvisato i colleghi del centro destra barlettano, al fine di trovare una soluzione almeno per evitare che il centro destra scompaia nella città di Barletta, ma non hanno nemmeno avuto la delicatezza e la correttezza di provare una strada della mediazione politica.
Lo Statuto doveva essere il momento di consacrazione costituzionale del nuovo ente, invece si sta trasformando in un ricatto politico, in una porcheria immonda che, come detto dal docente universitario presidente del Comitato Barletta Provincia, si appresterà a diventare caso di studio per eccellenza di pessima legislazione nelle università!!! (Prof. Avv. Nicola DI MODUGNO).
Per di più, il sig. Francesco VENTOLA, è venuto nella nostra città promettendoci e rassicurandoci che Barletta sarebbe diventata la sede legale della BAT;
noi, da buoni uomini di partito e/o simpatizzanti, abbiamo fatto una guerra cittadina fratricida contro il candidato cittadino FRANCESCO SALERNO e ci siamo fatti valere malgrado le grossissime difficoltà, il tutto in virtù di quella promessa e parola d'onore che il militante del PDL VENTOLA aveva dato ai cittadini di Barletta e al Comitato di Lotta Barletta Provincia.
Ora, questa persona ha cambiato completamente bandiera dimenticandosi la promessa fatta alla città di Barletta e al compianto Avv. ANTONIO DI LECCE (all'epoca presidente del Comitato di Lotta Barletta Provincia).
Il Presidente VENTOLA, eletto anche con i VOTI DEI BARLETTANI, con impavida disinvoltura, sotto gli occhi di tutti, ci ha TRADITI.
Inoltre, con colpi di maggioranza non si approva uno Statuto, altrimenti si corre il rischio che cambiando il colore politico degli Organi Istituzionali della Provincia, possa cambiare nuovamente lo Statuto, laddove invece, uno Statuto approvato all'unanimità, porterebbe serenità ed eviterebbe il conflitto sociale che ha fatto nascere la condotta impulsiva del centro destra alla Provincia BT.
Sarebbe opportuno un ravvedimento operoso e fattivo del Presidente VENTOLA; ove invece non riesca ad essere imparziale come diceva nell'intervista innanzi riportata, sarebbe opportuno che segua il suo stesso consiglio di dimettersi e statesene a casa.
Barletta vuole semplicemente che si ispiri in quello dichiarato nell'intervista, nessun favoritismo: ove non si trovasse un accordo unanime si chiede che sia il popolo a decidere attraverso il referendum.
Se prima qualcuno poteva difendere la posizione del Presidente della provincia BT, Francesco VENTOLA, il quale ha assunto una posizione di parte, il giorno 6 maggio 2010, votando a favore di Andria per la designazione della sede legale del nuovo Ente provinciale, vedendo questo video si rende conto che la indignazione dei barlettani non è solo lecita, ma anche giusta.
Subito dopo la sua elezione, nel comizio di ringraziamento, il presidente Francesco VENTOLA davanti le telecamere affermava - "Barletta stia tranquilla, perché io sarò il presidente di tutti, questa città ha il presidente oltre ai consiglieri, credo che abbia più di un consigliere, perché gli altri consiglieri eletti sono consiglieri della provincia, non sono consiglieri delle proprie città, se qualcuno pensa di venire in consiglio provinciale a perorare la causa seppur legittima del singolo territorio può starsene a casa, qui si fa la provincia è nostro interesse che questo territorio diventi una grande opportunità e solo se Barletta, Andria e Trani che sono le cocapolugo facciano momento di sintesi attraverso il presidente sicuramente farò grande questo territorio" -
Non si comprende come vorrebbe fare sintesi, il Presidente VENTOLA, dopo che si espone personalmente votando a danno di una città e a favore di un'altra, addirittura trascinando il presidente del Consiglio Provinciale, Gigi RISERBATO, a votare a favore della città di Andria, mortificando la stessa Trani, dal momento che l'emendamento del Consigliere Antonucci andava a beneficiare i tre capoluoghi di provincia; precisamente tale emendamento prevedeva: Barletta sede legale con la Prefettura, ad Andria la Giunta Provinciale e a Trani il Consiglio.
Non voglio entrare nel merito della questione su chi dovrebbe spettare la sede legale della provincia BT, ma vorrei evidenziare il grave comportamento che hanno avuto il Presidente del Consiglio Provinciale, Gigi RISERBATO - Puglia Prima di Tutto, e il Presidente della Provincia, sig. Francesco VENTOLA - PDL, i quali, dimenticando il loro ruolo politico di super partes, anzichè trovare un accordo unanime su un punto così delicato, che minerebbe per sempre gli equilibri della provincia, il giorno 6 maggio 2010, hanno fatto una fuga in avanti votando anche loro a favore della città di Andria.
Tale comportamento, censurabile dal punto di vista politico, dal momento che non solo non hanno avvisato i colleghi del centro destra barlettano, al fine di trovare una soluzione almeno per evitare che il centro destra scompaia nella città di Barletta, ma non hanno nemmeno avuto la delicatezza e la correttezza di provare una strada della mediazione politica.
Lo Statuto doveva essere il momento di consacrazione costituzionale del nuovo ente, invece si sta trasformando in un ricatto politico, in una porcheria immonda che, come detto dal docente universitario presidente del Comitato Barletta Provincia, si appresterà a diventare caso di studio per eccellenza di pessima legislazione nelle università!!! (Prof. Avv. Nicola DI MODUGNO).
Per di più, il sig. Francesco VENTOLA, è venuto nella nostra città promettendoci e rassicurandoci che Barletta sarebbe diventata la sede legale della BAT;
noi, da buoni uomini di partito e/o simpatizzanti, abbiamo fatto una guerra cittadina fratricida contro il candidato cittadino FRANCESCO SALERNO e ci siamo fatti valere malgrado le grossissime difficoltà, il tutto in virtù di quella promessa e parola d'onore che il militante del PDL VENTOLA aveva dato ai cittadini di Barletta e al Comitato di Lotta Barletta Provincia.
Ora, questa persona ha cambiato completamente bandiera dimenticandosi la promessa fatta alla città di Barletta e al compianto Avv. ANTONIO DI LECCE (all'epoca presidente del Comitato di Lotta Barletta Provincia).
Il Presidente VENTOLA, eletto anche con i VOTI DEI BARLETTANI, con impavida disinvoltura, sotto gli occhi di tutti, ci ha TRADITI.
Inoltre, con colpi di maggioranza non si approva uno Statuto, altrimenti si corre il rischio che cambiando il colore politico degli Organi Istituzionali della Provincia, possa cambiare nuovamente lo Statuto, laddove invece, uno Statuto approvato all'unanimità, porterebbe serenità ed eviterebbe il conflitto sociale che ha fatto nascere la condotta impulsiva del centro destra alla Provincia BT.
Sarebbe opportuno un ravvedimento operoso e fattivo del Presidente VENTOLA; ove invece non riesca ad essere imparziale come diceva nell'intervista innanzi riportata, sarebbe opportuno che segua il suo stesso consiglio di dimettersi e statesene a casa.
Barletta vuole semplicemente che si ispiri in quello dichiarato nell'intervista, nessun favoritismo: ove non si trovasse un accordo unanime si chiede che sia il popolo a decidere attraverso il referendum.
lettera aperta all'on. Sergio SILVESTRIS
Egr. On Sergio SILVESTRIS,
sono più volte che la contatto, sia per e-mail che tramite facebook, purtroppo vedendo che non risponde provo con questo mezzo, una lettera aperta indirizzata a Lei.
Come penso Lei ben sa, nella nostra nuova provincia si è verificato un gravissimo episodio in seno al consiglio provinciale durante la votazione per l'individuazione della sede legale del nuovo ente.
Non voglio entrare nel merito della questione a chi dovrebbe spettare la sede legale della provincia BT, ma vorrei parlare del grave comportamento che hanno avuto il presidente del consiglio provinciale, Gigi RISERBATO - Puglia Prima di Tutto, e il presidente della provincia, il sig. Francesco VENTOLA - PDL, i quali hanno dimenticato il loro ruolo politico di super partes, infatti, quest'ultimi anzichè trovare un accordo unanime su un punto così delicato che minerebbe per sempre gli equilibri della provincia, il giorno 6 maggio 2010, hanno fatto una fuga in avanti votando anche loro a favore della città di Andria.
Oltre che tale comportamento è censurabile dal punto di vista politico, dal momento che non hanno neanche avvisato i colleghi del centro destra barlettano, al fine di trovare una soluzione almeno per evitare che il centro destra scompaia nella città di Barletta, non hanno avuto la delicatezza e la correttezza di provare una strada della mediazione politica.
Lo Statuto doveva essere il momento di consacrazione costituzionale del nuovo ente, invece si sta trasformando in un ricatto politico, in una porcheria immonda che, come detto dal docente universitario presidente del Comitato Barletta Provincia, si appresterà a diventare caso di studio per eccellenza di pessima legislazione nelle università!!!
Per di più, il sig. Francesco VENTOLA, è venuto nella nostra città promettendoci e rassicurandoci che Barletta sarebbe diventata la sede legale della BAT compresa sede della giunta, presidenza e consiglio del neo ente;
noi, da buoni uomini di partito e/o simpatizzanti, abbiamo fatto una guerra cittadina fratricida contro il candidato cittadino FRANCESCO SALERNO e ci siamo fatti valere malgrado le grossissime difficoltà, il tutto in virtù di quella promessa e parola d'onore che il militante del PDL VENTOLA aveva dato ai cittadini di Barletta e al Comitato di Lotta Barletta Provincia.
Ora, questa persona ha cambiato completamente bandiera dimenticandosi la promessa fatta alla città di Barletta e al defunto ANTONIO DI LECCE (all'epoca presidente del Comitato di Lotta Barletta Provincia), io testimone come tanti altri della promessa fatta pro Barletta.
VENTOLA eletto anche con i VOTI DEI BARLETTANI con impavida disinvoltura sotto gli occhi di tutti ci ha TRADITI.
Le voglio ricordare che Barletta è la seconda città della nostra provincia, dopo la sua Bisceglie, che Le ha dato più voti alla scorsa campagna elettorale europea;
non è bello che se viene invitato ad interessarsi di un problema locale importante da risolvere, dopo essere venuto nella nostra città a fare la Sua compagna elettorale, se ne lavi le mani, sa Ponzio Pilano nella storia non viene ricordato bene, comprendo le sue difficoltà oggettive, ma nessuno sta chiedendo di imporsi a qualcuno ma semplicemente di richiamare alla correttezza politica gli autori del misfatto e nel caso in cui non si riuscisse a trovare l'accordo di adoperasi per la via del REFERENDUM.
Anche perchè con colpi di maggioranza non si approva uno statuto, altrimenti si corre il rischio che se cambia il colore politico del consiglio provinciale si ricambi lo statuto, invece uno statuto approvato all'unanimità porterebbe serenità ed eviterebbe il conflitto sociale che ha fatto nascere la condotta impulsiva del centro destra alla provincia BT.
Richiedo gentilmente un Suo intervento al fine di risolvere questa spiacevole questione, così da renderla agli occhi dei cittadini una persona degna del mandato ricevuto e, chissà magari, riuscirà anche a catturare qualche consenso in più da chi fino ad oggi non ha riposto fiducia in Lei.
Grazie per l'attenzione
Barletta - Avila (Spagna) lì 13 maggio 2010
dott. Giuseppe LANOTTE
sono più volte che la contatto, sia per e-mail che tramite facebook, purtroppo vedendo che non risponde provo con questo mezzo, una lettera aperta indirizzata a Lei.
Come penso Lei ben sa, nella nostra nuova provincia si è verificato un gravissimo episodio in seno al consiglio provinciale durante la votazione per l'individuazione della sede legale del nuovo ente.
Non voglio entrare nel merito della questione a chi dovrebbe spettare la sede legale della provincia BT, ma vorrei parlare del grave comportamento che hanno avuto il presidente del consiglio provinciale, Gigi RISERBATO - Puglia Prima di Tutto, e il presidente della provincia, il sig. Francesco VENTOLA - PDL, i quali hanno dimenticato il loro ruolo politico di super partes, infatti, quest'ultimi anzichè trovare un accordo unanime su un punto così delicato che minerebbe per sempre gli equilibri della provincia, il giorno 6 maggio 2010, hanno fatto una fuga in avanti votando anche loro a favore della città di Andria.
Oltre che tale comportamento è censurabile dal punto di vista politico, dal momento che non hanno neanche avvisato i colleghi del centro destra barlettano, al fine di trovare una soluzione almeno per evitare che il centro destra scompaia nella città di Barletta, non hanno avuto la delicatezza e la correttezza di provare una strada della mediazione politica.
Lo Statuto doveva essere il momento di consacrazione costituzionale del nuovo ente, invece si sta trasformando in un ricatto politico, in una porcheria immonda che, come detto dal docente universitario presidente del Comitato Barletta Provincia, si appresterà a diventare caso di studio per eccellenza di pessima legislazione nelle università!!!
Per di più, il sig. Francesco VENTOLA, è venuto nella nostra città promettendoci e rassicurandoci che Barletta sarebbe diventata la sede legale della BAT compresa sede della giunta, presidenza e consiglio del neo ente;
noi, da buoni uomini di partito e/o simpatizzanti, abbiamo fatto una guerra cittadina fratricida contro il candidato cittadino FRANCESCO SALERNO e ci siamo fatti valere malgrado le grossissime difficoltà, il tutto in virtù di quella promessa e parola d'onore che il militante del PDL VENTOLA aveva dato ai cittadini di Barletta e al Comitato di Lotta Barletta Provincia.
Ora, questa persona ha cambiato completamente bandiera dimenticandosi la promessa fatta alla città di Barletta e al defunto ANTONIO DI LECCE (all'epoca presidente del Comitato di Lotta Barletta Provincia), io testimone come tanti altri della promessa fatta pro Barletta.
VENTOLA eletto anche con i VOTI DEI BARLETTANI con impavida disinvoltura sotto gli occhi di tutti ci ha TRADITI.
Le voglio ricordare che Barletta è la seconda città della nostra provincia, dopo la sua Bisceglie, che Le ha dato più voti alla scorsa campagna elettorale europea;
non è bello che se viene invitato ad interessarsi di un problema locale importante da risolvere, dopo essere venuto nella nostra città a fare la Sua compagna elettorale, se ne lavi le mani, sa Ponzio Pilano nella storia non viene ricordato bene, comprendo le sue difficoltà oggettive, ma nessuno sta chiedendo di imporsi a qualcuno ma semplicemente di richiamare alla correttezza politica gli autori del misfatto e nel caso in cui non si riuscisse a trovare l'accordo di adoperasi per la via del REFERENDUM.
Anche perchè con colpi di maggioranza non si approva uno statuto, altrimenti si corre il rischio che se cambia il colore politico del consiglio provinciale si ricambi lo statuto, invece uno statuto approvato all'unanimità porterebbe serenità ed eviterebbe il conflitto sociale che ha fatto nascere la condotta impulsiva del centro destra alla provincia BT.
Richiedo gentilmente un Suo intervento al fine di risolvere questa spiacevole questione, così da renderla agli occhi dei cittadini una persona degna del mandato ricevuto e, chissà magari, riuscirà anche a catturare qualche consenso in più da chi fino ad oggi non ha riposto fiducia in Lei.
Grazie per l'attenzione
Barletta - Avila (Spagna) lì 13 maggio 2010
dott. Giuseppe LANOTTE
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